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Presidente Mario Monti-Presidente Mariano Rajoy

Madrid – In occasione dell’incontro di Madrid fra il premier italiano Mario Monti e il presidente del Governo spagnolo, Mariano Rajoy, il Partito Nazionale Italiani Spagna ha chiesto ai due leader di ricordare al Banco Central Europeo e alla Unione Europea che senza la Spagna e l’Italia non ci sará né euro né Comunitá Europea. Questa innovativa formazione politica, che si propone di difendere gli interessi di oltre 300.000 italiani in Spagna, ha ribadito che senza il peso dell’economia spagnola ed italiana nel vecchio Continente la continuitá dell’euro é un’utopia, cosí come la possibilitá che Europa possa far concorrenza agli Stati Uniti o ad altri paesi emergenti e che gli investitori internazionali riattivino l’economia europea. La visita di Monti a Madrid, secondo la presidente del PNIE, Paola Pacifici, é un’occasione per unire gli sforzi in una richiesta comune affinché venga data attuazione agli accordi presi al Consiglio Europeo del 28-29 giugno senza alcun ritardo, e la BCE possa intervenire in situazioni difficili come quella del debito spagnolo ed italiano nei mercati, seguendo l’esempio della FED statunitense, il cui compito é d’intervenire per stabilizzare quei prodotti da cui dipende la tranquillitá degli investitori. De ha chiesto ad entrambi di ricordare al presidente della BCE, Mario Draghi, la necessitá d’intervenire nei mercati con prontezza, affinché le misure adottate possano avere subito dei risultati positivi. Di fronte all’attuale situazione económica e ai dubbi che sorgono nei confronti della Spagna e dell’Italia nei mercati secondari dei titoli di debito, é necesario autorizzare la BCE ad agire con forza e prontezza. Questa possibilitá, non appena compresa dagli investitori, garantirá una certa tranquillitá dei mercati e rappresenterá un messaggio di forza e soliditá dell’ euro, indipendentemente, poi, da un eventuale intervento o meno da parte della BCE. Anche se uno degli obbiettivi principali sará sicuramente un’unione bancaria ed un accordo fiscale fra i paesi dell’euro zona, ció che píu urge in questo momento é un rápido intervento che tranquillizzi i mercati dei titoli di debito, sia quelli primari, con i nuovi titoli, obbligazioni ed azioni emessi dai vari paesi, sia quelli secondari, con lo scambio dei titoli giá in circolazione. Non é importante che questo avvenga con l’acquisto da parte del BCE dei titoli di Stato o con la licenza bancaria al fondo di salvataggio europeo; ció che conta é che gli investitori vedano l’Europa unita e decisa ad adottare tutte le misure necessarie non solo per preservare l’euro ma anche per renderlo piú competitivo rispetto ad altre monete come il dollaro. Inoltre, é necessario che entrambi i leaders ricordino alla Germania come ha tratto beneficio dall’euro per moltiplicare le sue esportazioni in Europa e agli altri paesi del continente, e di consegnuenza come appoggiare la Spagna e l’Italia per evitare che “tutti” si vedano sommersi dall’attuale crisi. Il PNIE invierá delle lettere a Monti e Rajoy ricordandogli l’obbligo che hanno assunto nei confronti dei cittadini, la cui situazione desta grande preoccupazione nel partito degli italiani, nato per difendere i loro interessi.

ALL’ INCONTRO RAJOY MONTI, DRAGHI RICONFERMA LA DIFESA DELL’EURO

La situazione di crisi che attualmente vede Italia e Spagna affiancate nella ricerca di una soluzione apparentemente complicata, anche per la minaccia di uscita dalla moneta unica, ha avuto un momento di rilievo nella conferenza stampa tenuta congiuntamente a Madrid, nel Palazzo della Moncloa, dal premier italiano Mario Monti e dal presidente del Consiglio spagnolo Mariano Rajoy. C’era molta attesa da parte di tutta la stampa internazionale, per sapere se Spagna e Italia avrebbero ceduto alla richiesta di aiuti alla Banca Centrale Europea, mettendosi in una posizione difficile, fatta di restrizioni al limite della sopravvivenza e di pesanti controlli esterni sulla gestione delle rispettive stuazioni economiche, sociali e finanziarie. La sensazione che i due premier avrebbero ribadito la loro volontá di non piegarsi alla richiesta del “riscatto” ha avuto una flessione quando, poco prima della loro comparsa in sala stampa, si é diffusa la notizia che il presidente del Banco Central Europeo, Mario Draghi, probabilmente influenzato da Angela Merkel, aveva annunciato la disponibilitá del BCE di acquisire i debiti nazionali di Spagna e Italia, a patto che queste avessero esplicitamente chiesto aiuto. La dichiarazione, fra le cui righe sera sembrato di leggere un invito alla capitolazione manovrata dalla premier tedesca, ha creato forte aspettativa per conoscere come avrebbero reagito Monti e Rajoy, in quanto una richiesta di riscatto da parte dei due premier non sembrava escludibile. Ma Monti ha smentito categoricamente questa ipotesi, affermando che l’Italia non chiederá aiuti, interpreatando la frase di Draghi come un passo avanti e non indietro come poteva sembrare a prima vista. “La Spagna – ha detto Monti – assieme a tanti altri paesi come l’Italia, sta incontrando innegabili difficoltà, ma voglio esprimere vivo apprezzamento per gli sforzi che sta compiendo sotto la guida di Mariano Rayoj per risanare i conti e le riforme strutturali. L’Italia non ha bisogno di salvataggi – ha aggiunto – ma ci riserviamo di valutare azioni di accompagnamento per far calare gli spread che costano stabilità». Da parte sua, Rajoy, sorprendendo i presenti che si aspettavano una critica alle affermazioni di Draghi, le ha invece definite molto positive per il riferimento alla volontá di salvare l’euro come moneta irreversibile, il che secondo il presidente spagnolo sottintende la disponibilitá a trovare una soluzione reciprocamente accettabile, pertanto non legata al riscatto come unica forma di aiuto. E su questa versione ha impostato gran parte del suo intervento, riconfermando la capacitá del governo da lui guidato di affrontare e di superare le difficoltá del paese, assicurando di non avere ancora deciso niente circa la richiesta di aiuti, ma che ogni proposta proveniente dal BCE verrá attentamente esaminata, valutata, accettata o respinta, tenendo conto unicamente degli interessi della Spagna. Sulla stessa linea, anche se più esplicito nella decisione di non chiedere aiuti al BCE, Mario Monti ha assicurato che verranno atentamente esaminati gli aiuti e le eventuali azioni di accompagnamento degli stessi, per evitare che gli “spread” possano costare troppo cari ai paesi che dichiarano il proprio debito. I due premier hanno comunque valutato positivo il fatto che Draghi abbia ammesso la possibilitá di portare a termine operazioni di dimensioni adeguate nel mercato secondario, attivando misure non convenzionali. A conclusione della conferenza stampa, Monti e Rajoy hanno esortato le autoritá monetarie comunitarie ad adottare le disposizioni dell’ultimo Consiglio Europeo relative alla unitá bancaria e fiscale e alla stabilizzazione dell’euro, come basi fondamentali per l’avviamento della ricapitalizzazione delle banche, senza appesantire troppo i conti pubblici dei vari paesi. “La stabilizzazione dei mercati e i costi di finanziamento – ha spiegato Monti – dipendono dalla capacità della zona euro di gestire la crisi in modo efficace e la soluzione può venire se ciascuno di noi fa rapidamente e bene i compiti a casa e tutti insieme facciamo rapidamente e bene i compiti nella casa comune. Una cosa é certa – ha concluso il premier italiano – l’elevatezza degli spread per i titoli di alcuni paesi sono un problema di quei paesi, ma forse anche per l’eurozona. Ormai è un problema di valenza comunitaria». Entrambi i leader hanno concluso la conferenza ribadendo la volontá di non chiedere aiuti e riscatti, di valutare al momento le condizioni e le decisioni in tal senso, ma convenendo sulla necessitá di dare seguito alle iniziative di crescita economica e le riforme strutturali avviate negli ultimi sei mesi per superare la crisi in Italia e in Spagna. “Ci impegniamo ad accelerare nella misura del possibile queste iniziative – ha precisato Rajoy – per favorire la crescita e l’occupazione e a lavorare durante le prossime settimane con i nostri partner e le istituzioni europee per avviare il processo per una maggiore integrazione fiscale e finanziaria, che completi un’autentica Unione economica e monetaria”.