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I Partiti Politici Storici

Con l’istituzione della Repubblica, nacquero i famosi sette partiti “storici”, gli unici che hanno partecipato da protagonisti a tutte le competizioni elettorali a partire dal 1948.

Democrazia Cristiana: È stato il partito di maggioranza relativa fin dal 1946. Venne fondata nel 1943 da De Gasperi, Gronchi, La Pira e Mattei a Milano in casa dell’industriale Falck. Fu fin dalle origini partito di mediazione e, per bocca di Vanoni, partito interclassista che prevedeva una collaborazione tra le varie classi sociali per realizzare un’economia di mercato, cercando di conciliare le dottrine capitaliste e liberiste con una visione sociale dell’economia.

 

 

Partito Comunista Italiano: Nasce a Livorno nel 1921 da una scissione del Partito Socialista guidata da Antonio Gramsci ed Amadeo Bordiga e che vedeva nella Rivoluzione d’Ottobre una via per l’emancipazione del proletariato. Il suo legame con l’Unione Sovietica, che ne finanziava le attività sull’Italia e sull’Europa, rimarrà forte fino alla vigilia del crollo del Muro di Berlino. La crisi del comunismo internazionale, nel 1991 ha spinto i comunisti a cambiare nome da PCI a PDS. Ma la parte più estremista diede origine al Partito della Rifondazione Comunista, da cui si è distaccato, nel 1998, il Partito dei Comunisti Italiani.

 

 

Partito Socialista Italiano: Era il più antico partito politico italiano, nato a Genova il 15 agosto del 1892 e ha caratterizzato tutta la storia italiana a partire dalla fine del XIX secolo. Protagonista, con la DC ed il PCI, della lotta partigiana e della stagione costituente, il PSI fu strettamente legato ai comunisti fino alla condanna dell’invasione sovietica dell’Ungheria nel 1956 che segnò un profondo solco tra i due partiti della sinistra italiana.

 

 

Partito Socialdemocratico Italiano: Nacque da una scissione a destra del PSI nel 1947 da parte di quei socialisti che, guidati dal Presidente dell’Assemblea Costituente in carica Giuseppe Saragat, non accettavano la linea totalitaria frontista di collaborazione coi comunisti voluta da Nenni nell’immediato dopoguerra, preferendo la collaborazione con la DC e gli altri partiti laici PLI, PRI. La nuova via socialista autonoma dal PCI ed il ritiro di Saragat dopo il suo settennato quirinalizio, hanno segnato lo scioglimento del partito.

 

 

Partito Repubblicano Italiano: È uno dei più antichi partiti italiani, nacque a Bologna nel 1895, ed è l’erede della tradizione risorgimentale della sinistra mazziniana non marxista a cui si aggiungono molti illustri intellettuali provenienti dal Partito d’Azione, La Malfa, Valiani, Visentini, approdati al partito dell’edera dopo il repentino scioglimento del PD’Azione. Il PRI, piccolo, ma influente, procederà sotto la guida di Ugo La Malfa e poi di Giovani Spadolini, che, nel 1981, diventò il primo Presidente del Consiglio dei Ministri non democristiano della storia repubblicana.

 

 

Partito Liberale Italiano: Nasce nel 1921, è l’erede delle classe dirigente liberale che ha guidato l’Italia fino all’avvento del fascismo. Collabora con la DC e gli atri partiti laici, PSDI e PRI, negli anni del centrismo degasperiano. Sotto la guida di Malagodi, fortemente influenzato da ambienti confindustriali, esce dal governo con l’arrivo del centro-sinistra. All’opposizione, salvo una parentesi all’inizio degli anni ’70 fino all’avvento del pentapartito, governo Spadolini 1981, ha rappresentato un partito su posizioni più conservatrici rispetto ai partiti liberali tedesco, britannico e scandinavi.

 

 

Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale: Viene fondato a Napoli nel 1946. Perennemente all’opposizione, tranne che per l’appoggio a governi democristiani negli anni ’50, il MSI ha raccolto il maggior numero di consensi negli anni ’60 sotto la guida di Giorgio Almirante. In seguito, sotto la direzione di Gianfranco Fini, il MSI si trasformerà in Alleanza Nazionale per creare una destra conservatrice italiana partecipando al governo Berlusconi.