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Fiumi – Laghi – Montagne – Vulcani

PO: IL GRANDE PROTAGONISTA DALLE ALPI FINO ALL’ADRIATICO

Il Po nasce sul Monviso nelle Alpi Cozie a 2.020 metri di altezza. Molti ruscelli

Po

sorgentiferi contribuiscono alla formazione di quello che a valle diventerà il grande fiume. Dopo 35 chilometri di discesa alpina sbocca a Revello, nel cunese. Da qui fino al mare riceve il contributo di 151 affluenti attraversando Piemonte, Liguria, Emilia

Romagna e Veneto per finire nel Polesine, dove si divide in cinque rami del Delta e in 14 bocche per morire nel mare Adriatico dopo un percorso di ben 652 chilometri.

TEVERE NON ANCORA “BIONDO”, SFAMAVA, TRASPORTAVA E DISSETAVA I ROMANI

Tevere

La storia del Tevere inizia quando Enea, profugo da Troia, lo risalì raggiungendo un luogo abitato dai pastori. Lì verrà fondata Roma. Per moltissimi secoli dissetò i Romani. Poi Appio Claudio fornì Roma del suo primo acquedotto. In seguito, nel medioevo, quando Vitige abbattè gli acquedotti, l’acqua del Tevere divenne un bene prezioso, anche perchè ricca di pesci. Il Tevere fu utilizzato come via di comunicazione da Orte al Tirreno. Nei successivi secoli si arricchì di ponti e di scali, come il Porto di Ripetta.

L’ARNO, IL FIUME CHE UNA VOLTA COLLEGAVA IL TIRRENO CON FIRENZE

Arno

L’ Arno nasce sul Monte Falterona a quota 1.385 m sul livello del mare, prosegue in Arezzo e bagna Firenze, passando sotto il famoso Ponte Vecchio. Nei pressi di San Giovanni Valdarno arriva a Fucecchio, scende verso la provincia di Pisa per poi giungere alla foce. Durante il suo tragitto bagna Firenze, Pisa, Empoli, Santa Croce sull’Arno e Pontedera. Fin dai tempi più remoti è stato una via di transito dal mare agli appennini, da dove proveniva il legname necessario per le opere architettoniche.

Il lago di Garda

Sirmione Lago di Garda

É il maggiore lago italiano, con una superficie di circa 370 km². Cerniera fra tre regioni, Lombardia (provincia di Brescia), Veneto (provincia di

Verona) e Trentino-Alto Adige (provincia di Trento), è posto in parallelo all’Adige, da cui è diviso dal massiccio del monte Baldo. A settentrione si presenta stretto a imbuto mentre a meridione si allarga, circondato da colline moreniche che rendono più dolce il paesaggio. Il lago è un’importante meta turistica ed è visitato ogni anno da milioni di persone.

Isola Bella Lago Maggiore

Il lago Maggiore

Si trova ad un’altezza di circa 193 m , la sua superficie è di 212 km² di cui circa l’80% è situata in territorio italiano e il rimanente 20% in territorio svizzero. Ha un perimetro di 170 km e una lunghezza di 54 km (la maggiore tra i laghi italiani); la larghezza massima è di 10 km e quella media di 3,9 km. Il volume d’acqua contenuto è pari a 37,5 miliardi di m³ di acqua con un tempo teorico di ricambio pari a circa 4 anni.Il bacino imbrifero è molto vasto, pari a circa 6.599 km² divisi quasi equamente tra Italia e Svizzera (il rapporto tra la superficie del bacino e quella del lago è pari 31,1). La massima altitudine del bacino imbrifero è Punta Dufour nel massiccio del Monte Rosa (4.633 m ) quella media è invece di 1.270 m Il bacino è caratterizzato dall’esistenza di una trentina di invasi artificiali con una raccolta di circa 600 milioni di m³ di acqua, se rilasciati in modo contemporaneo eleverebbero il livello del lago di circa 2,5 m. La massima profondità è di circa 370m (nella criptodepressione tra Ghiffa e Porto Valtravaglia che risulta quindi di 177m).

Il Lario, detto Lago di Como

Bellagio

È il terzo lago italiano come superficie con 145 km² e il primo per sviluppo perimetrale con 170 km. È il quinto bacino più profondo d’Europa con i suoi 410 metri dopo 4 laghi norvegesi. Raggiunge una lunghezza di 46 km (Gera Lario – Como) ed è largo da 650 metri a 4,3 km. Bifido fiordo interamente scavato nella cerchia delle prealpi lombarde, con una caratteristica forma a “Y” rovesciata o, come recita un diffuso detto locale, a forma di uomo: « Il lago di Como ha la forma di un uomo, una gamba a Lecco e quell’altra a Como, il naso a Domaso ed il sedere a Bellagio. »       È uno dei più suggestivi paesaggi italiani, decantato nell’800 dai maggiori poeti del Romanticismo, da Alessandro Manzoni a Stendhal, da George Gordon Byron a Franz Liszt. Si trova a 199 m .

Isola San Paolo

Il lago d’Iseo o Sebino

É un bacino lacustre dell’Italia settentrionale, situato in Lombardia. Ha come principale immissario ed emissario il fiume Oglio. Ha una superficie di 65,3 km2 e una profondità massima di 251 metri. È situato a 180 m di quota nelle Prealpi, posto in fondo alla Val Camonica; si incunea tra le province di Bergamo e di Brescia e ospita la più grande isola lacustre naturale dell’Italia nonché la più alta isola lacustre d’Europa: Monte Isola, cui fanno da satelliti a nord e a sud i due isolotti di Loreto e di San Paolo.

Il lago Trasimeno, o di Perugia

Trasimeno

É con una superficie di 128 km² il più esteso lago dell’Italia peninsulare, quarto tra i laghi italiani subito dopo il lago di Como. Tale estensione si affianca ad una scarsa profondità (media 4,3 m, massima 6 m,) di modo che il Trasimeno rientra tra i laghi di tipo laminare.

Bolsena

Il lago di Bolsena

É un lago dell’Italia centrale formatosi oltre 300.000 anni fa in seguito al collasso calderico di alcuni vulcani appartenenti alla catena dei monti Volsini. È il lago di origine vulcanica più grande d’Europa.

Il Lago di Bracciano

Bracciano

Originariamente chiamato anche Lago Sabatino, è un lago di origine vulcanica situato nel nord della provincia di Roma. La sua superficie di 57,5 km² ne fa l’ottavo lago italiano per estensione (il terzo del Centro Italia dopo il lago Trasimeno e quello di Bolsena). La sua profondità massima di 164 metri, a sua volta, lo rende il sesto lago italiano per profondità (il secondo del centro Italia dopo il lago Albano).

Albano

Il lago Albano

Noto anche con i nomi impropri di lago di Castel Gandolfo o lago di Albano, è il lago vulcanico più profondo d’Italia (170 m), situato in provincia di Roma nell’area dei Castelli Romani, sui Colli Albani. Sulle sue coste si trovano importanti resti archeologici preistorici e romani, come il Villaggio delle Macine, l’emissario artificiale ed i ninfei dorico e del Bergantino, quest’ultimo parte integrante del complesso della villa albana di Domiziano.

Il Monte Bianco

Monte Bianco

É una montagna situata nel settore delle Alpi Nord-occidentali, nella sezione Alpi Graie, nel massiccio del Monte Bianco, sulla linea spartiacque tra la Valle d’Aosta (Val Veny e Val Ferret in Italia) e l’Alta Savoia (Valle dell’Arve in Francia), nei territori comunali di Courmayeur[1] e di Chamonix. Si tratta della montagna più alta d’Europa. È di natura granitica, irta di guglie e di creste, intagliato da profondi valloni nei quali scorrono numerosi ghiacciai. Raggiunge i 4.810,45 m d’altezza (ultima misura ufficiale nel settembre 2009).

Marmolada

La Marmolada (soprannominata la Regina delle Dolomiti).

É un gruppo montuoso delle Alpi che raggiunge la quota massima nella Punta Penia (3.343 m). Si trova tra le province di Belluno (Veneto) e di Trento (Trentino-Alto Adige). Il fiume Cordevole la delimita ad oriente e la Val di Fassa ad occidente. Importanti vallate interne alla catena montuosa sono (da est a ovest): la Val Contrin, la Val di Grepa e la Val San Nicolò. Viene considerata comunemente il gruppo più alto delle Dolomiti oltre che del Veneto, sebbene a rigore non sia composta da dolomia (come le Dolomiti vere e proprie) bensì per lo più da calcari grigi molto compatti derivati da scogliere coralline (calcare della Marmolada), con inserti di materiale vulcanico.

Il Monte Rosa o Massiccio del Monte Rosa

Monta Rosa

É il massiccio più esteso delle Alpi e il secondo per altezza, inoltre è il monte più elevato della Svizzera ed è particolarmente famoso per la sua parete est ovvero il versante di Macugnaga, la più alta parete delle Alpi e l’unica di dimensioni himalayane.    Si trova nelle Alpi Pennine e si estende su territorio italiano (nei comuni di Alagna Valsesia, Ayas-Champoluc, Gressoney-La-Trinité, Gressoney-Saint-Jean, Macugnaga e Valtournenche) e svizzero (nei comuni di Saas-Almagell e Zermatt). La Punta Dufour, con i suoi 4.634 metri, è la vetta più alta del gruppo e tra tutti i paesi che circondano il massiccio è visibile solamente dall’abitato di Macugnaga.

Ortles

L’Ortles

Anche conosciuto prima dell’epoca fascista con il toponimo ancora usato nella lingua tedesca Ortler (Ortèl in lombardo), è una montagna delle Alpi alta 3905 m È la cima più elevata del gruppo Ortles-Cevedale.

Bernina

Il Massiccio del Bernina

É un gruppo montuoso delle Alpi Retiche occidentali situato al confine tra Lombardia (provincia di Sondrio) e Svizzera (Canton Grigioni). Culmina a 4.049 m col Pizzo Bernina, la montagna più orientale delle Alpi che supera i 4.000 metri d’altezza. È uno dei principali e più alti gruppi montuosi delle Alpi.

Vesuvio

VESUVIO, FASCINO E MINACCIA

Il monte Vesuvio è un vulcano esplosivo attivo, ma attualmente in stato di quiescenza. Dal 1944 non si sono più avute sue eruzioni, ma il ricordo, tangibile, della distruzione diPompei ed Ercolano, avvenuta del 79 dopo Cristo, mantiene nella zona una tensione continua di attesa. Una catastrofe che oggi non potrà più ripetersi, in quanto i Comuni circostanti, coordinati dal Dipartimento Protezione Civile, compiono ciclicamente delle esercitazioni per preparare la popolazione alla possibile eruzione.

Etna

L’ETNA È IL VULCANO ATTIVO IL PIÙ IMPONENTE DELL’EUROPA

L’attività vulcanica nell’area etnea iniziò 500 mila anni fa e portò all’emersione della costa a nord di Catania; ne seguì un’altra 200 mila anni dopo nella zona a sud-ovest del Mongibello, altro nome dell’Etna. Probabilmente l’Etna si formò circa 180 mila anni fa con l’emissione di magma semplice. Solo nell’epoca storica si contano ben 135 eruzioni tra cui quella del 1669 che sommerse parte di Catania finendo in mare e quella recente, del 1928, che distrusse il centro di Mascali.

Stromboli

STROMBOLI, CATTIVO CARATTERE

Lo Stromboli è uno dei vulcani piu attivi in europa, le sue eruzioni avvengono circa ogniora. L’isola vulcanica fa parte dell’arcipelago delle Eolie. Gli strombolani lo chiamano “Struògnoli”, ma quando spaventa può capitare di sentirlo chiamare Iddu, “Lui”. L’attività è periodicamente accompagnata da esplosioni leggere con altre di maggiore energia dette “esplosioni maggiori”, con lanci di massi a centinaia di metri, piogge di lapilli e cenere. Nell’ultimo secolo ci sono state 26 emissioni laviche.